Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio.         Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro.

Italo Calvino. "Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio"

27 maggio 2012   Una giornata particolare
otto immagini pensando alla prima lezione americana di Italo Calvino: La leggerezza.

a Maria,

il progetto fotografico si sviluppa in sole quattro ore di una giornata particolare.
Queste immagini nascono dalla necessità di confrontarmi con uno dei più terribili temi che un uomo possa affrontare, la morte prematura di una persona cara, Maria la mia sorella più piccola.
Sentivo il bisogno di dedicarle un lavoro fotografico e per fare questo sapevo di dover andare a Capo Caccia, in Sardegna, esattamente dove è la casa al mare di famiglia e dove, dalla nascita, abbiamo passato le nostre vacanze. In questo luogo al quale Maria era particolarmente legata (e come lei anch’io), sotto un bellissimo sole più che primaverile, in completa solitudine mi sono rifugiato in quella parte della costa vicino alla mia casa dove da piccolo, e poi da adolescente, passavo le mie giornate a giocare, esplorare, leggere, pensare, oziare...  e tutto il resto. In quella giornata particolare sapevo che Maria era li, l’avevo appena respirata, era nell’acqua, era nell’aria, nella terra, nelle piante, nei sassi, dovunque.
Queste immagini non vogliono essere un epitaffio, piuttosto ho voluto dedicarle un lavoro che potesse onorare la “leggerezza” nel suo rapporto con la vita, nel suo lavoro di storica dell’arte, iconografa per l’Einaudi (anche in ciò ritrovo un intreccio con la figura di Calvino), e poi, soprattutto nella serenità che riuscì a mettere anche nel suo percorso finale verso la morte.
Proprio come il Perseo citato da Calvino, anch’io in quella giornata particolare, dove Maria, polvere spinta dal vento e portata dal mare, era dovunque, ho provato a volare con i sandali alati per non farmi travolgere dal peso dei pensieri, per non essere pietrificato da essi.
Ho cercato conforto nei luoghi della nostra infanzia, ho cercato Maria, presente in ognuna di queste foto, nella leggerezza dell’acqua, nel piccolo pesciolino che, se cerchi tra le sue trasparenze, vedrai emergere dal fondale, nella lumachina di mare tenacemente aggrappata alla roccia, in un tappeto soffice di poseidonia secca sbiancata dal sole e modellata dal vento, nella tenacia di un finocchio di mare che, in assenza di terra, cresce miracolosamente in una crepa tra le rocce, in un sasso, tra i sassi, a forma di cuore, tra le foglie del germoglio selvaggio di una pianta di asfodelo, nel movimento liquido del mare su uno scoglio, in una piccola vela nera all’orizzonte, nei ricami di luce che il sole di mezzogiorno disegnava picchiando sull’acqua.


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